19 oct A Serious Man
Sconsiglio qualsiasi film post 1997 di Carlo verdone; sono uno + prevedibile dell’altro. Davvero banale «grande grosso verdone» dell’anno scorso,con un finale attaccato con lo scotch. Film dalla realizzazione praticamente perfetta (regia, attori, MUSICA, produzione ecc.). Certo la trama leggera non lo rende incisivo come Barton Fink, Fargo, L’uomo che non c’era o Paese per Vecchi. Ha avuto la sfiga di essere partorito in mezzo a Lebowski e Ed Crane e il paragone con questi due lo svaluta inevitabilmente. Fosse uscito in un altro periodo si sarebbe urlato al capolavoro.
«Cristo che cazzo di casino» è la frase finale del film Burn after reading. Ed anche di tutte le mie giornate.
— dani (@danifeelfine182) September 8, 2021
I personaggi, tutti inetti alla vita, sono cartarizzati in maniera eccellente e questo è il vero tocco magico dei Coen. Gli attori sono stupendi in particolar modo Brad Pitt e Frances McDormand (attrice che mi piacerebbe vedere in molti più film). Però c’è qualcosa che non mi convince, non mi ha divertita così tanto come nei commenti che http://liliasari.staf.upi.edu/2021/08/03/piu-importanti-casino-online-italiani-autorizzati/ precedentemente ho letto, ho trovato alcune critiche molta all’acqua di rose, soprattutto quelle alla CIA e tutto non troppo originale. Le parti ambientate al parco poi sono carine ma non le definirei spassose. Nonostante questo è un film che vale la pena di essere visto, dopo tutto i Coen sono i Coen.
- Un protagonista che vive passivamente, lasciando scorrere accanto a sé tutto ciò che accade, come lacrime nella pioggia.
- Film dalla realizzazione praticamente perfetta (regia, attori, MUSICA, produzione ecc.).
- Quest’opera coeniana mostra la crisi del singolo nella società attuale, di un uomo che non riesce a trovare un luogo dove sentirsi al riparo di fronte all’abissale indifferenza del mondo e degli altri.
- Questo film racconta la storia di un barbiere, Ed Crane, un personaggio che concretamente è un uomo che non c’è, un fantasma, che è assente nella sua presenza.
- Poi per i miei gusti la colonna sonora è di una noia mortale, soprattutto negli ultimi 10 minuti.
- La sua filosofia tematizza il concetto di Assurdo, e, d’accordo coi Coen, sostiene come la nostra sia la realtà senza ragione, una realtà priva di logica o senso da attribuire preliminarmente al mondo.
In quest’opera vengono presi in esame i rapporti umani nelle loro più orribili degenerazioni, rivelando la banalità del bene di quella piccola America chiusa e cinica, che vive la propria quotidianità fatta di indifferenza e brutalità. In piena crisi esistenziale, un uomo solo e abbandonato, affrontando tutto con un’imperturbabile apatia, viene soffocato dall’imprevedibile volontà del Caso. Ed Crane è così aggiunto all’interminabile lista di perdenti che i Coen decidono di raccontare. Il loro cinema, paradossalmente, ama i propri personaggi, ma al tempo stesso non è in grado di salvarli, perché il caso, il caos, l’assurdo o qualunque cosa sia, è sempre inevitabilmente un passo avanti.
Di lui ogni volta si dice questo, che sarà l’ultimo, e lo sento dire dai tempi di The Eminem show e contate che quello poi è stato il quarto. I temi che abbraccia sono molti, da temi sociali a temi personali. In molte come sempre presente la figlia Hailie, in alcune cita addirittura le figlie adottate, arriva a parlare di Kim e in generale fa davvero tantissime ammende fino a rendere molte canzoni catartiche e dare la sensazione che sia un lascito, quest’album. Certo, pure io ho trombato sul treno Roma – Milano la notte prima della prova di italiano. Oggettivamente il film è recitato in modo pessimo e se ascolti bene anche la musica e messa un po così, però effettivamente da quel libro non è che ci si poteva aspettere di meglio. Sto seduto dietro con questo pacco di zig zag e questa busta di erba che mi da la roba di cui ho bisogno per essere il più miserabile MC di questa – di questa terra.
Parla addirittura della sua quasi morte per overdose nel 2005, canzone sconvolgente, profonda e toccante. E’ un Eminem estremamente genuino e vero, non risparmia momenti di idiozia pura dove deride certi atteggiamenti da arrapati dei ragazzi che sembrano letteralmente ragionare col pisello, spazio anche per l’ironia sferzante come sempre. Le sue tracce sono tutte potenti, le basi sono davvero di qualità. Nel rap di solito ti imbatti in grandi concetti o grandi testi, ma sulla base non ci si lavora molto. Eminem in questo è nettamente superiore a chiuque altro, oltre che comunque non serve dire che il suo rap è sempre di alto livello. Riesce a dare una connotazione specifica a tutto quel che reppa, interpretare il rap non è facile, tendi a capire solo quando leggi il testo, ma se tu ascolti e basta puoi essere colpito dalla fluidità del reppato.
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